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INSIDE

2020

Il dentro e il fuori appartengono ad un’unica dimensione. Quella dell’Essere. Ma spesso rimaniamo fermi sull’orlo di rigidi schemi, aderendo a credenze di sé e falsi miti.
Non permettiamo a noi stessi di essere l’essere che siamo. Ci identifichiamo con le nostre maschere, timorosi del nostro essere liberi.
Sulla pelle, nel corpo, sono impressi i confini della separazione.
Quelli che le aspettative, le strutture sociali, le protezioni emotive, l’assenza di ascolto profondo hanno creato.
Il Dentro, l’inside, sembra essere sempre più il luogo impolverato delle memorie, un luogo dimenticato che non ha più parole.
E’ una culla per il sonno dei desideri, una stanza che abbiamo chiuso a chiave, perché non tradisca segreti.
Abbiamo spento la luce per non guardare, funamboli senza protezioni che temono di cadere. Quel buio familiare ci richiama e ci spaventa.
C’è una voce – la mente razionale – che sussurra di non piangere e voltarsi altrove e ce n’è un’altra – il cuore – che con mute lacrime ci chiede di risvegliarci dal sonno e far esplodere la luce. Di ri-trovarsi.
Senza l’ascolto di ciò che siamo diventiamo corteccia senza vita, di cui rimangono solo lievi impronte in superficie.
E’ una porta faticosa quella da aprire, smarrita la direzione del viaggio, come una bussola senz’ago. Uno stare senza riposo, senza luogo.
Non abitarsi.
Continuiamo a ripetere ciò che sappiamo già, come una parte recitata a memoria, strepitosi attori della nostra commedia. Portiamo in scena la nostra eterna bugiarda verità. Abbiamo sempre le stesse parole, dimentichi della grammatica delle nostre emozioni. Non sappiamo più leggerci dentro, così come abbiamo smesso di leggere le stelle.
Ma se interroghiamo la pelle, se rompiamo il vetro della nostra cecità, se ritessiamo i fili perduti che ci connettevano a noi stessi, se smettiamo di custodire l’assenza sotto un mantello misterioso, allora la muta voce diverrà urlo.
Affronteremo il cielo, apriremo lo spazio e lo abiteremo, scioglieremo i rimpianti assieme alle nostre catene, penetreremo nel nostro pozzo profondo dove abbiamo tutta l’acqua del mondo.
Dentro siamo sete, ma abbiamo mari immensi per dissetarci.